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Problemi da separazione

Quando il cane non riesce a star solo: i problemi da separazione

autore: Lorella Notari

Che cosa spinge un cane ad abbaiare, distruggere e magari urinare e defecare quando viene lasciato solo?
Le motivazioni possono essere diverse caso per caso e a volte non è semplice determinarle.
Gli stati d'animo, le condizioni emotive che scatenano la necessità di "fare qualcosa" (abbaiare, distruggere, urinare, defecare) potrebbero essere dovuti a frustrazione, ansia o anche vera e propria paura. In generale cani che, per diversi motivi, hanno una eccessiva dipendenza psicologica dai padroni sono molto a rischio di sviluppare problemi da separazione. Vi sono però casi in cui il problema è legato ad altri fattori come un trauma subito in assenza dei padroni, qualche cosa che spaventa il cane e che avviene solo in assenza dei padroni… Impossibile contemplare tutte le possibilità. Solo l'intervento di un terapista comportamentale può risolvere le situazioni più particolari e gravi.

1. Prevenire il problema

Una delle prime cose che un cucciolo dovrebbe imparare è a rimanere ogni tanto per conto suo.
Spesso diamo ai nostri cuccioli eccessive attenzioni e coccole promettendo loro, senza volere, qualcosa che non possiamo mantenere: la nostra presenza costante.
Bisogna invece abituare progressivamente e gradatamente i cani, siano essi cuccioli o cani adulti appena adottati, ad essere lasciati soli.
Il primo passo verso questa graduale abitudine a rimanere soli è abituare il cane ad essere ignorato . I padroni dovrebbero abituarsi a "non esserci" anche quando sono in casa, a non guardare il cucciolo (o il cane adulto appena adottato), non parlargli, non toccarlo, fare come se non esistesse. In questo modo il cane impara che può "esistere" anche senza il padrone, che nulla di sgradevole accade. Allo stesso tempo esso si abitua a non richiedere continuamente attenzione, a lasciare al padrone la decisione di quando iniziare e finire le interazioni di gioco e le coccole. Questo aumenterà la sua sicurezza e il suo equilibrio emotivo perché potrà prevedere, a seconda delle richieste del padrone, quando avrà attenzione e quando no. Se un padrone ha coscienza di quando dà attenzione e di quando invece non la concede, potrà dare al cane dei segnali (parole, gesti) che avranno per lui un grande significato. Il cucciolo non sarà più un bambino viziato che chiede continuamente perché sa che insistendo prima o poi ottiene ma diventerà un animale sano, equilibrato e tranquillo che aspetta un segnale del padrone per interagire con lui e non insiste quando il padrone dice "basta".
L'abitudine ad essere ignorati è il primo passo verso l'abitudine a rimanere soli. Gradualmente, per periodi di tempo progressivamente sempre più lunghi, si deve abituare i cuccioli o comunque i cani appena adottati, a restare soli in una stanza e poi a restare soli in casa.

2. I rimedi possibili

Come sopra accennato, i casi particolari vanno diagnosticati da un esperto e di conseguenza curati sotto il suo controllo . Vi sono tuttavia delle informazioni che possono essere utili a risolvere i casi meno gravi.
Spesso i padroni non si rendono conto di quanto sia stressante, se non traumatico, il passaggio da una condizione in cui il cane è insieme al padrone o ai membri della famiglia a una condizione in cui si trova completamente solo.
E' come passare da un mondo dipinto a colori vivaci a una stanza grigia e triste. E' come un salto da un gradino troppo alto. Il consiglio che vale per tutti i cani con problemi da separazione è che questo passaggio al grigio, questo salto, vengano attenuati.
La maniera migliore è cominciare a "non esserci" prima di uscire, in modo da diluire il passaggio brusco, il tutto o niente che lascia il cane in una situazione di eccitazione che gli impedisce di rimanere tranquillo quando la porta si chiude alle spalle del padrone.
Ma come si fa a non esserci se si è fisicamente presenti? Ignorando il cane per almeno una ventina di minuti prima di uscire di casa. Sempre per diluire il passaggio dal tutto al nulla potrà essere utile lasciare al cane dei giochi da mordere, delle ossa finte, qualcosa che lo tenga impegnato e lo faccia gradualmente passare a una situazione di tranquillità.
Anche il passaggio all'indietro, il passaggio dal mondo grigio di quando il cane è solo al mondo a colori di quando sta con i padroni, deve essere diluito. Per questo le feste al rientro vanno ignorate, bisogna farsi forza e fare come se il cane non esistesse per almeno una decina di minuti.
La parte più difficile nell'attuare questi rimedi è controllarsi. Quando si è abituati a guardare continuamente un musetto delizioso e a dispensare carezze a ogni minima richiesta può essere molto difficile cambiare atteggiamento, e soprattutto può dar l'impressione di comportarsi in maniera crudele con il cane.
Ma la vera crudeltà è lasciarlo soffrire quando è solo.